29/01/2026
Niscemi, basta rincorrere le emergenze. Serve una strategia di prevenzione
“La frana che ha colpito Niscemi, costringendo centinaia di famiglie a lasciare le proprie abitazioni e i gravi danni provocati dal ciclone Harry in Sicilia, Sardegna e Calabria, rappresentano l’ennesima conferma di un’emergenza ambientale che non può più essere affrontata con interventi sporadici e solo emergenziali” dichiara Francesca Torregrossa, Segretaria Generale della Filbi-Uil.
“Gli eventi meteorologici estremi che stanno interessando il nostro Paese” spiega Torregrossa “mostrano con sempre maggiore evidenza una drammatica contraddizione: da un lato vaste aree dell’Italia esposte a piogge violente e concentrate, che causano frane, allagamenti e dissesti idrogeologici; dall’altro, ampie porzioni del territorio nazionale segnate da una progressiva diminuzione della portata dei fiumi, dall’abbassamento delle falde e da una crescente scarsità di risorsa idrica, con pesanti conseguenze per l’agricoltura, l’ambiente e le comunità locali”.
“In questo paese spaccato in due” prosegue Torregrossa “l’acqua diventa, allo stesso tempo, una minaccia e una risorsa sempre più rara. Questa situazione non è frutto del caso, ma il risultato di anni di mancata pianificazione e di una corsa continua alle emergenze rimandando il discorso sulla prevenzione”.
“Situazioni climatiche estreme riportano all’attenzione il ruolo strategico dei Consorzi di bonifica e dei lavoratori del settore che con la loro conoscenza capillare del territorio rappresentano un presidio fondamentale per la sicurezza del paese” aggiunge Torregrossa “Senza una presenza stabile e competente sul territorio, nessun piano contro il dissesto idrogeologico o contro la crisi idrica può dirsi efficace. In questo senso, la proposta di legge sull’ampliamento delle competenze dei Consorzi di Bonifica presentata dal CNEL e sostenuta dalla Filbi, rappresenta un passaggio cruciale che mira a rafforzare il ruolo dei Consorzi di bonifica consentendo una programmazione più stabile degli interventi in un’ottica di prevenzione. Una proposta che va rapidamente tradotta in legge, accompagnandola con risorse adeguate e con il pieno riconoscimento del lavoro svolto dagli addetti del settore”.
“Serve un cambio di paradigma, investimenti certi che mettano al centro la manutenzione del territorio, la tutela della risorsa idrica e la valorizzazione del lavoro. Solo così sarà possibile affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici e garantire sicurezza, sviluppo e futuro alle nostre comunità” conclude Torregrossa.
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